
Millenium Trilogy - capitolo 1
Data creazione Recensione: 15/05/09

Chi ama la letteratura poliziesca dell’Europa del Nord , legga Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson.
Chi pensava che non ci sia romanzo che regga per più di 350 pagine, legga Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson.
Quasi 700 pagine di cui non una che risulti noiosa, non una parola da saltare, andremmo avanti a leggere rallegrati dal pensiero che questo sia il primo di una trilogia anche se, purtroppo, lo scrittore è morto improvvisamente dopo averla completata, a soli 50 anni.
Che cosa rende questo libro così straordinariamente coinvolgente?
TUTTO: la trama che mescola con sapienza generi diversi, i personaggi, l’ambientazione, la lingua.
In copertina c’è una figura di donna in una pozza di sangue a forma di fiore e, all’inizio di ognuna delle quattro parti in cui è diviso il romanzo, insieme alle date che scandiscono il tempo dell’azione troviamo le cifre di statistiche allarmanti: la prima ci dice che in Svezia il 18% delle donne al di sopra dei quindici anni è stato minacciato almeno una volta da un uomo; l’ultima che il 92% delle donne vittime di violenza sessuale non ha denunciato alla polizia l’aggressione subita.
Uno dei filoni del romanzo riguarda le donne, dunque. Donne molestate, abusate, violentate, costrette a prestazioni sessuali di vario genere. Da parte di estranei ma anche in famiglia. Nella Svezia che tutti tendiamo a idealizzare, come luogo della democrazia e di condizioni paritarie per uomini e donne. E due donne hanno un ruolo importante per esplicitare questa tematica nel libro di Larsson, quasi una specchio dell’altra, come Shakespeare era solito fare nei suoi drammi.
Harriet Vanger è scomparsa diciassette anni prima dell’inizio della vicenda; il fratello di suo nonno, Henryk Vanger, non è mai riuscito a rassegnarsi. Lei aveva sedici anni all’epoca della scomparsa, Henryk Vanger ne ha ora 86 e continua a ricevere, ad ogni compleanno, un quadro con un fiore essiccato - lo stesso regalo che gli faceva Harriet.
È l’assassino che lo tormenta? Perché nessuno spera più che Harriet sia ancora viva, ormai.
L’altra donna, che assume un’importanza sempre maggiore nel corso del romanzo acquistandosi le nostre simpatie, è Lisbeth Salander, una venticinquenne che dimostra quindici anni, una “cornacchia anoressica” con svariati piercing sul viso e il corpo coperto da tatuaggi, un passato di cui non sappiamo quasi nulla (per ora) tranne che è stata messa sotto tutela, un presente che ci dice molto su che cosa abbia imparato Lisbeth Salander dalla vita. A difendersi, prima di tutto.
Mikael Blomkvist Personaggio affascinante per la sua dirittura morale, per essere un uomo che ama le donne, con allegria, con generosità e spontaneità.
È lui che riceve l’incarico da Henryk Vanger di riesaminare gli incartamenti che riguardano Harriet, scrivendo nel contempo la storia della sua famiglia. Che ha più di uno scheletro negli armadi, un intero cimitero - come dice Mikael. E sotto questo aspetto il romanzo diventa una saga famigliare in un’isola nel Nord, ambientazione di un delitto ‘a stanza chiusa’.
ID Recensione: 10000000012039315

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